La Basilica di San Paolo fuori le mura è una delle quattro basiliche papali di Roma e si trova lungo la via Ostiense, fuori dalle mura aureliane.
Secondo la leggenda, nel luogo dove venne seppellito San Paolo, dopo il martirio subito sotto l’imperatore Nerone, fu costruita un cella, che poi Costantino avrebbe trasformato in una basilica dalle piccole dimensioni e che fu consacrata nel 324 da papa Silvestro I.
In seguito la chiesa assunse la forma attuale mediante la ricostruzione attuata da Valentiniano II, Teodosio e Arcadio, per poi essere riconsacrata da Siricio nel 390.
A partire dal XIII e fino al XV secolo la basilica cominciò ad ospitare numerose opere d’arte e furono rifatti i soffitti lignei delle navate; mentre dopo l’incendio del 1823 - dove la chiesa fu praticamente quasi distrutta, dato che rimase intatto ben poco - venne nominata per volontà di papa Leone XII una commissione che prese la decisione di edificarla da capo, basandosi sulle dimensioni e la pianta del tempio precedente.
La paternità del piano definitivo è attribuita a Pasquale Belli, con la collaborazione di Pietro Bosio, Pietro Camporese e Andrea Alippi.
L’interno, caratterizzato da cinque navate divise da ottanta colonne monolitiche, presenta quattro cappelle ai lati dell’abside; mentre il soffitto a lacunari venne sistemato in stile cinquecentesco da papa Pio IX.
Nel 1840 papa Gregorio XVI consacrò il transetto e nel 1854 papa Pio IX l'intero edificio.
Da non dimenticare il bellissimo arco di trionfo, impostato da due colonne di granito, che si erge a fondo della navata centrale e le altrettanto significative decorazioni musali che ivi è possibile ammirare.

Interno della Basilica di San Paolo - Foto di currybet
Artista: vari (Pasquale Belli per l'ultima ricostruzione)
Epoca: IV secolo